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Fulvio Rosasco: fino a Capo Nord a 73 anni

16/06/2023

Di due ruote non ci sono solo quelle a pedali, che richiedono sudore e fatica. Un lungo viaggio in moto, però, non è meno avventuroso ed impegnativo. Ed è anch’esso un’occasione molto attrattiva per sensibilizzare e chiedere donazioni per una causa solidale. Questi intrepidi Personal Fundraiser sono l’esempio che anche i bikers, proprio come i colleghi in bicicletta, possono lanciare ottime campagne di raccolta fondi.

Fino a Capo Nord a 73 anni

Non si finisce mai di stupire e di stupirsi. È quello che deve aver pensato Fulvio Rosasco quando, insieme all’amico Loris, ha messo nel mirino un sogno ancora non realizzato. Un viaggio in moto fino a Capo Nord per un (quasi) neo motociclista 73enne. “Ho scoperto la moto dopo la pensione, ma non sono uno che fa le cose a metà. In passato, appena avvicinatomi alla corsa, nel giro di 10 mesi avevo partecipato alla Maratona di New York. Stavolta volevo fare qualcosa di simile, percorrendo oltre 9mila km in 21 giorni. Partiremo da Como il 18 giugno e torneremo il 9 luglio”.

In sella per la disabilità

A itinerario pianificato e spese già tutte sostenute di tasca propria, avviene però un incontro che dà un nuovo senso a questa impresa. “Ad aprile scorso ho conosciuto l’Associazione Le Vele di Pioltello (Milano) durante una cena al Motoclub Visconteo e mi ha colpito molto il loro progetto sul ‘Dopo di noi’. Tramite formazione e inserimento lavorativo punta ad accompagnare le persone con disabilità verso l’autonomia e l’inclusione sociale. Non posso aiutarli come volontario, ma ho deciso di sostenerli con una raccolta fondi”. Così quella che doveva essere solo una traversata estrema è diventato un viaggio solidale.

Obiettivo già raggiunto!

E la campagna In moto fino a Capo Nord per le Vele ha già quasi raggiunto l’obiettivo prima della partenza. “Ho raccolto 12.500 euro per ora attivando solo la cerchia degli amici tramite WhatsApp. Conoscevo Rete del Dono perché utilizzata sia dal mitico Fabrizio Cosi di ‘Podisti da Marte’, sia da 'Laura Ladavas di AMO Amici di Marco ETS'.

I loro consigli sono stati utili, come quello di mandare almeno due reminder alle persone. Non mi aspettavo questa risposta, soprattutto ora che c’è anche l’emergenza Emilia-Romagna. Anche se non conoscono direttamente l’associazione, donano perché si fidano di me. Io sono pronto ad aumentare l’obiettivo e a usare anche Instagram per raggiungere più persone”.

 

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